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Dopo quelle di Renato Galbusera, di Mino Ceretti e di Piero Leddi, nelle sale del Museo di Gemonio si inaugura la mostra dedicata al ritratto nella produzione di Floriano Bodini e di Giuseppe Guerreschi; con questo omaggio diamo continuità alla lettura di approfondimento dei protagonisti della Nuova Figurazione, attraverso le opere, gli scritti, le fotografie, i documenti d’archivio.
Prosegue con questa iniziativa il progetto del Museo Civico Floriano Bodini dedicato al Realismo Esistenziale e alla Nuova Figurazione. La mostra “Floriano Bodini, Giuseppe Guerreschi. Il ritratto”, cui si affiancherà il volume omonimo a cura di Sara Bodini e Luca Pietro Nicoletti per la collana “Archivi di Nuova Figurazione”, si propone di indagare un genere, quello del ritratto, che è stato fondamentale oggetto di riflessione e discussione nel dialogo tra i due artisti, legati da sodalizio dalla fine degli anni ‘50.
Come scrivono Luca Pietro Nicoletti e Sara Bodini, curatori del volume, «mettere a confronto i rispettivi risultati in questo campo aiuta a mettere a fuoco con più chiarezza le ricerche di entrambi, facendo emergere i punti di contatto, i rimandi e le citazioni di motivi iconografici che migrano dalla scultura alla pittura e viceversa. Motivi nati nel modellato tridimensionale, infatti, trovano esplicita citazione su tela. Allo stesso tempo, un certo modo di pensare le immagini per giustapposizione di elementi, congeniale alla pittura e memore della lezione del collage, suggeriva una via d’uscita dal modello del busto-ritratto, arricchendolo di un palinsesto di allusioni simboliche». La mostra raccoglie opere -in ampia parte provenienti da collezioni private e da decenni non esposte al pubblico- prodotte da Bodini e da Guerreschi tra il 1951 e il 1975. Si parte dunque dalle giovanili premesse del periodo che li vedrà compartecipi nel movimento del Realismo Esistenziale per giungere all’esaurirsi di questa esperienza e all’aprirsi per entrambi gli artisti di una nuova e personale fase di ricerca. Caroline Vezzani, curatrice dell’esposizione con Luca Pietro Nicoletti, ricorda come «entrambi gli artisti nel ritratto sono soprattutto interessati a far emergere il non-visto: di volta in volta elementi psicologici, intimi, fisiologici, ma anche archetipici e sociali»: Il ritratto diventa qui chiave di lettura per approfondire assonanze e tangenze tra il pittore e lo scultore, entrambi, come scrisse Giorgio Mascherpa, «tesi a lucidamente inquartare l’uomo, il simbolo, l’idea e l’ideologia del proprio tempo in forme perentorie e al tempo stesso ambigue».
Biografia breve di Floriano Bodini e di Giuseppe Guerreschi
Floriano Bodini (Gemonio 1933 – Milano 2005)
Diplomato nel 1954 all’Accademia di Brera, fa parte del movimento del “Realismo esistenziale”. Insegna prima al Liceo Artistico, poi all’Accademia di Brera, e quindi dal 1978 all’Accademia di Carrara, di cui è Direttore sino al 1987, e dal 1991 Presidente; dal 1987 al 1998 assume la cattedra di scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt. Partecipa a mostre pubbliche di grande rilievo in Europa, Stati Uniti e Sud-America, come la Biennale Internazionale d’arte di Venezia nel 1962 e nel 1982, e la Biennale di San Paolo nel 1967. Dal 1970 inizia una produzione di opere monumentali, tra cui ricordiamo il monumento a Virgilio a Brindisi, il monumento a Paolo VI al Sacro Monte di Varese e nel Duomo di Milano, il monumento ai caduti sul lavoro a Carrara, il monumento ai Sette di Gottinga a Hannover.
Giuseppe Guerreschi (Milano 1929 – Nizza 1985)
Conclude nel 1954 gli studi all’Accademia di Brera, già nel 1953 esordisce alla galleria S. Fedele. È il capostipite riconosciuto della generazione del “Realismo esistenziale” milanese. Nel 1955 partecipa per la prima volta alla Quadriennale romana e nel 1957 inizia a collaborare con il gallerista statunitense C. Feingarten. Partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia nel 1958, successivamente vi allestisce una sala personale di incisioni, segnalandosi fra i più originali autori della nuova generazione europea, per tornarvi poi nel 1964 e nel 1972. Dal ’65 si trasferisce nei pressi di Sanremo dove realizza i suoi grandi cicli grafici e pittorici, quali “Judaica”, “I Profeti”, “Vietnam Suite”. Partecipa a numerose rassegne ed esposizioni in Italia e all’estero.
Le esposizioni sono realizzate grazie al contributo di Fondazione Comunitaria del Varesotto ONLUS.
Museo Civico Floriano Bodini Via Marsala, 11 – 21036 Gemonio (VA)
Dal 17 ottobre 2021 al 13 febbraio 2022
Orari: sabato e domenica 10.30-12.30/15.00-18.00
lunedì/venerdì su appuntamento (info@museobodini.it – 349 2267457)
Ingresso 3/5 €
Per visite guidate ph. 349 2267457 info@museobodini.it www.museobodini.it

Come arrivare:

  • in treno: Trenord, fermata stazione di Gemonio
  • in auto: autostrada Varese-laghi in direzione Varese, uscita Azzate Buguggiate

Parcheggi in centro paese zona Museo / stazione Ferrovia + 10 minuti a piedi